

Anche se sembra ieri quando l’emozione delle Olimpiadi invernali correva lungo gli impianti del Piemonte, sono già passati quattro anni e Vancouver, in Canada, è pronta ospitare i Giochi Olimpici del 2010.
Tra le discipline maggiormente attese nell’altro versante del mondo spicca di certo lo snowboard, e in particolare l’ultima delle discipline introdotta tra le storiche gare olimpiche: l’halfpipe.
Il campo di gara per questa specialità è costruito in terra, e solo in un secondo momento viene ricoperto di neve. In sostanza il suolo dell’area prescelta è modificato e modellato creando una struttura che assomiglia ad un tubo tagliato a metà.
Questo “mezzo tubo”, lungo parecchie decine di metri, viene percorso in tutta la sua lunghezza da un bordo all’altro, sfruttando la verticalità delle pareti laterali. L’obiettivo dello shaper, così si chiama il progettista, è quello di fare in modo che le pendenze in gioco creino una forte spinta verso l’alto, dando all’atleta l’opportunità di fare più salti, ufficialmente chiamati trick, possibili.
Nella squadra italiana di snowboard halfpipe spicca una giovane stella, non ancora ventenne, ma già con una grande esperienza in campo olimpico: Manuel Pietropoli.
Nato e cresciuto a Lonato, un piccolo paese nella provincia di Brescia, Manuel a soli 15 anni era già schierato al cancelletto di partenza delle XX Olimpiadi di Torino a fianco dei big.
Spigliato e spiritoso, con e senza tavola ai piedi, il Pietropoli nazionale è un ragazzo semplice, grintoso e, come tutti quelli della sua età, pieno di voglia di divertirsi.
Il giovane bresciano ha la montagna nel cuore: a soli due anni papà e mamma lo hanno messo sugli sci, a 7 sullo snowboard, trasformando Manuel in un piccolo prodigio. Il resto è storia dei giorni nostri.
Le Olimpiadi sono un evento eccezionale per ogni atleta, ma per Manuel hanno il significato della consacrazione. La sua presenza a Torino aveva fatto scalpore per la sua giovane età. Oggi, invece, Manuel ha l’opportunità, grazie all’esperienza maturata e agli ottimi risultati ottenuti in tutto il mondo, di scendere accanto ai grandi rider statunitensi da protagonista. L’accesso alle finali è alla sua portata, come dimostrano i risultati ottenuti durante la stagione in corso grazie alla guida del suo allenatore RobertoMoresi.
Ad attenderlo sulle nevi canadesi ci saranno, oltre al vincitore delle Olimpiadi di Torino, Shaun White, anche molte giovani promesse europee come lui, tra cui Petuu Piiroinen, Iouri Podlavnicoch e Markus Keller.